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Dal coordinamento nazionale

Ricominciamo a pensare

E' il momento di riprendere
la parola. C'è voluto tempo
per superare lo sconforto di
fronte a ciò che sta
succedendo nel Paese,
ma la scuola non può più 
restare in silenzio.
Sarebbe imperdonabile far
finta di niente quando nel
Paese si sta
rapidamente volatilizzando
quella idea
di società democratica,
aperta, plurale, che supera
le proprie paure accettando
la propria vulnerabilità e
le contaminazioni in
quanto necessarie per
rinnovarsi e trovare risposte
nuove alle esigenze di
sempre, oggi più urgenti,
di convivenza.


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cosenza_antica
 


 
PRIMO PI

 
Dal presidente del Cidi nazionale

Giuseppe Bagni


auguri_as
 
"Cari ragazzi,
ci risiamo, tra poco si riparte.
Non sarà un anno facile per nessuno.
Non per noi professori da anni nella scuola, ma soprattutto
non sarà un anno facile per voi, che passate tra i banchi
di scuola il periodo così lungo e difficile della vostra crescita.
L'anno scorso in laboratorio, un mio alunno che attraversava
un brutto periodo stava cancellando una frase che aveva scritto
sul banco di porcellana del laboratorio: Ogni bambino nasce
gemello, quello che è e quello che vuole essere?.
Bellissima frase, con quell?idea dello sdoppiamento che rende
conto della tensione che si produce quando bisogna decidere
cosa vogliamo diventare.
Io mi sento solo di darvi un consiglio: non lo decidete.
Ma soprattutto, non permettete a nessuno di deciderlo per voi.
Accettate la fatica che si fa nello scoprirsi piano piano, vincendo
la fretta di definirsi una volta per tutte e chiedendo alla vostra
scuola di farvi indossare tutti i panni degli adulti per vedere in
quali vi trovate più a vostro agio. Come se fosse l'armadio
della mamma e del papà.
Soprattutto, rivendicate il diritto di costruire quel futuro a
partire dal presente,con l'aiuto della scuola ma soprattutto
col vostro impegno.
E ricordate di aver molta cura del vostro gemello, quello che
volete essere.
Se non ha ancora i lineamenti molto definiti non fa niente,
li avrà col tempo.
Intanto tenetelo accanto di banco, che studi e cresca anche lui. 
Probabilmente troverete qualche cattivo maestro pronto a
dirvi cosa potete essere da grandi: non ascoltatelo.
Scoprite da soli cosa volete essere. Fatelo a scuola, noi vi
daremo una mano.
Se non avrete fretta e ci metterete tutta la vostra energia, un
giorno vi capiterà di voltarvi verso il vostro gemello e
finalmente vi accorgerete di quanto vi somigliate.
Come due gocce d'acqua.
Buon anno."
 
 
 
  
 

 
 
 

Cari colleghi,

nell'ultimo incontro, prima della pausa estiva, abbiamo
concordato la necessità di un confronto sulla nostra idea di
scuola
e di una riflessione sulle parole dimenticate, che, a nostro
giudizio, fanno la differenza in tema di educazione e di
istruzione per tutti e per ciascuno.

Avvertiamo l'esigenza di Ripartire dalle nostre radici, dalla
scuola democratica degli anni 70, gli anni in cui il CIDI
nacque e si sviluppò per iniziativa di insegnanti in
tutta Italia, preoccupati allora per quanto poteva avvenire
nel nostro paese e di conseguenza nella scuola in avvio di
importanti processi di riforma.

Quel che accade oggi nella società e nella scuola è motivo
per riaprire il confronto e assumere scelte e decisioni secondo
i valori costituzionali a cui ispiriamo la  nostra
iniziativa democratica.

Accompagnare il futuro, non tradire la nostra storia è 
quel che intendiamo fare, consapevoli della difficoltà del viaggio.

Non c'è democrazia se non ripartiamo dalla cultura della scuola,
dalle ragioni che ci hanno spinto a ricercare nell'uguaglianza
di tutte e tutti coloro che ci sono affidati nel difficile
compito dell'istruzione.

Vi aspettiamo numerosi per discuterne e
per decidere insieme che fare

Anna - Chiara Monardo

Cosenza 29 agosto 2018

 
 
XXVII-seminario-estivo-sett-2018-001


 


 
 
 
 
 
 
 
 



 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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